India: costituzione di una societa’

L’India e’ una delle economie in più rapida crescita al mondo e molte sono le ragioni per investire  nel mercato indiano.

Ad oggi, infatti, il governo indiano si sta impegnando a garantire la trasparenza e la digitalizzazione, con l’obiettivo di rendere l’India un mercato sempre più favorevole alle imprese.

Negli ultimi anni, l’India è costantemente migliorata in termini di riduzione della complessità relativa al procedimento riguardante la costituzione e gestione della società.

Il governo ha lavorato attivamente per garantire un ambiente che consenta la creazione di nuove imprese, concentrandosi sul miglioramento del quadro normativo, sull’aumento della trasparenza e sul miglioramento della facilità di fare affari.

Progressi sulla digitalizzazione

I governi di tutto il mondo si stanno rivolgendo alla digitalizzazione come mezzo per migliorare, o addirittura rimuovere, i processi più tradizionali che sono stati a lungo una fonte di complessità negli affari e nel commercio. L’India non fa eccezione in questo senso. Inoltre, la pandemia di Covid ha accelerato per necessità il processo di digitalizzazione.

Nell’ambito delle iniziative Ease of Doing Business (EODB) del governo indiano, il Ministero degli affari aziendali ha implementato un nuovo modulo web, denominato “SPICe+” (pronunciato “spice plus“), che sostituisce il precedente modulo SPICe che offre 11 servizi di tre ministeri e dipartimenti del governo centrale (Ministero degli Affari Societari, Ministero del Lavoro e Dipartimento delle Entrate del Ministero delle Finanze). L’obiettivo è ridurre i tempi, i costi e il numero di procedure necessarie per avviare un’impresa in India; è applicabile a tutte le nuove costituzioni di società con decorrenza 7 giugno 2021.

Sebbene l’India stia costantemente riducendo la complessità delle sue procedure di costituzione, esistono ancora delle difficolta’ come, ad esempio, l’ottenimento di un certificato di non contestazione (NOC) in caso di somiglianze (fonetiche o alfabetiche) relative all’entità proposta, massimali settoriali per investimenti diretti esteri, ottenimento di registrazioni obbligatorie e codici fiscali, ecc.

La procedura per la costituzione di una società a responsabilità limitata in uno scenario locale è semplice, e richiede circa una settimana o 10 giorni inclusa la data di costituzione.

In primo luogo, l’Indian Companies Act richiede la nomina di almeno un amministratore residente dall’inizio del processo di costituzione.

In secondo luogo, un’azienda deve identificare una sede di attività sin dal primo giorno.

In India, il “luogo di attività principale” è il luogo in cui opera un’azienda e dove vengono conservati tutti i libri e registri.

Non è possibile per una società stipulare alcun contratto di licenza prima che la sua sede principale di attività in India sia stata stabilita e il suo indirizzo identificato. Considerando che questo a volte può essere difficile, il governo ha iniziato a offrire flessibilità consentendo a una società di annotare il proprio indirizzo di corrispondenza nella domanda di costituzione.

Il certificato di inizio attività deve essere ottenuto entro 180 giorni dalla costituzione della società.

Questo certificato è fondamentale perché, finché l’azienda non ne ottiene uno, non può iniziare a commerciare, assumere dipendenti o stipulare alcun tipo di contratto. Le sanzioni per inadempimento sono elevate, sia per la società che per gli amministratori.

Il governo indiano richiede procedure di verifica KYC (know your client) per banche, istituzioni finanziarie e altre organizzazioni, al fine di prevenire il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e altri reati finanziari. Ciò ha reso gli affari in India molto più sicuri e affidabili sia per i clienti che per le aziende.

Nel 2018, il governo ha introdotto vari controlli KYC ai sensi del Companies Act, come la verifica del direttore, dell’azionista e della sede legale.

Inoltre, ci sono procedure legali rigorose per amministratori o proprietari stranieri al momento della costituzione, come copie di passaporti apostillati, consolari o autenticati, prove d’indirizzo emesse dal governo per direttori stranieri, documenti costitutivi per azionisti stranieri e così via, sebbene questi requisiti si stanno rapidamente liberalizzando.

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