Regno Unito: la formazione dei contratti in Inghilterra e Galles

Secondo il diritto inglese, la maggior parte dei contratti può essere stipulata senza formalità specifiche ed i contratti non devono essere conclusi in forma scritta per essere validi. Affinche’ un contratto sia valido, i seguenti elementi devono essere presenti:

  • offerta;
  • accettazione;
  • considerazione economica;
  • intenzione delle parti di creare un rapporto giuridicamente vincolante;
  • certezza dei termini contrattuali.

Un contratto può essere stipulato oralmente o tramite comportamenti concludenti, a condizione che i suddetti criteri siano soddisfatti. Tuttavia, è spesso difficile provare l’esistenza di contratti conclusi oralmente – ed i termini di qualsiasi presunto accordo.

Offerta e accettazione

Le parti devono aver raggiunto un accordo e ciò avviene, normalmente, quando un’offerta di una parte viene accettata dall’altra.

Affinché possa esserci un’offerta, questa deve essere comunicata all’offeree e deve trattarsi di un’offerta specifica, completa, suscettibile di accettazione e formulata con l’intenzione di essere vincolati da tale offerta. In quanto tale, un’offerta è distinguibile da un invito a negoziare (invitation to treat), come nel caso di una pubblicità, in cui un venditore invita un acquirente a contrattare ma è l’acquirente che fa l’offerta.

L’accettazione è l’espressione finale e senza riserve di consenso ai termini di un’offerta. Deve essere comunicata all’offerente (offeror) e, per essere efficace, deve corrispondere esattamente ai termini dell’offerta, senza alcuna variazione. L’accettazione può avvenire per comportamento concludente, ma deve essere chiaro che l’offeree ha compiuto l’atto in questione con l’intenzione di accettare l’offerta.

Considerazione economica

La considerazione è una componente essenziale di un contratto. Sebbene la considerazione non debba essere proporzionata o adeguata all’offerta, deve avere un certo valore agli occhi della legge. Un accordo senza considerazione costituisce un regalo.

Come regola generale, una considerazione passata non costituisce una considerazione valida. Se una parte soddisfa un’obbligazione preesistente, non può fare affidamento su tale obbligazione come corrispettivo per le nuove obbligazioni assunte dall’altra parte. Qualche dubbio in merito a tale regola e’ sorto nella decisione della Corte d’appello nel caso Williams v. Roffey Bros. In tale caso, una parte si è trovata in difficoltà finanziarie e ha richiesto alla controparte un pagamento aggiuntivo per eseguire tempestivamente il contratto. La Corte d’appello ha ritenuto che fosse stata data una valida considerazione in relazione al pagamento aggiuntivo poiché era nell’interesse della controparte continuare il contratto ed evitare ritardi. Tale sentenza e’ stata oggetto di critiche in pronunce successive.

Tale giurisprudenza è stata esaminata dalla High Court nel 2017 nel caso Blue v. Ashley. In questo caso, il giudice ha fornito alcuni chiarimenti, affermando che, sebbene vi possano essere preoccupazioni relative al fatto che la sentenza in  William v.Roffey Bros possa essere utilizzata da una parte contrattuale per richiedere pagamenti aggiuntivi, minacciando, in caso contrario, di risolvere il contratto, le parti possono trarre conforto dal fatto di essere protette da altre dottrine, come la economic duress e la public policy doctrine.

Intenzione di creare rapporti giuridicamente vincolanti

Affinche’ un contratto sia valido, le parti devono avere intenzione di creare un rapporto giuridicamente vincolante. Nel valutare l’esistenza di tale intenzione, il giudice prenderà in considerazione la “condotta oggettiva complessiva delle parti” piuttosto che “l’intenzione soggettiva” delle parti. Per quanto riguarda le parti di un contratto commerciale, vige una presunzione relativa circa l’esistenza dell’intenzione di creare rapporti giuridicamente vincolanti.

Certezza dei termini contrattuali

I termini di un contratto devono essere certi, ovvero non devono essere ambigui. A meno che tutti i termini non siano concordati con certezza, un contratto non è vincolante.

Condizioni sospensive e successive

Le parti che stipulano un contratto possono prevedere che determinati requisiti siano soddisfatti prima di eseguire un contratto, noti come conditions precedent. Le condizioni sospensive non devono essere identificate come tali, ma la loro formulazione deve essere chiara nel prevedere che l’esecuzione di tutto o parte del contratto dipende dal soddisfacimento di tali condizioni.

Le condizioni successive – conditions subsequent – sono condizioni che prevedono la risoluzione di un contratto vincolante al verificarsi, o meno, di determinati eventi futuri specificati nel contratto.

Parti terze che traggono beneficio dal contratto

Ai sensi del Contracts (Rights of Third Parties) Act 1999, qualsiasi contratto concluso dopo l’11 maggio 2000, fatte salve rare eccezioni, può prevedere un vantaggio per una parte terza, ma nessun contratto può imporre un obbligo ad una parte terza. Affinché un terzo possa avere diritti riconosciuti da un contratto, tale soggetto deve essere espressamente identificato nel contratto mediante nome, descrizione o come membro di una determinata classe.

Altri modi per stabilire diritti e obblighi commerciali

Nel caso in cui non esista alcun contratto vincolante, è ancora possibile per le parti presunte di tale contratto far valere i propri diritti in determinate circostanze:

  • Quantum meruit: un fornitore di beni o servizi che non è stato compensato dall’acquirente di tali beni o servizi può presentare una richiesta di quantum meruit per essere pagato per i beni o servizi forniti, purché sia in grado di dimostrare che i prodotti o servizi sono stati espressamente o implicitamente richiesti o liberamente accettati dal destinatario.
  • Promissory estoppel: in circostanze in cui, nonostante non sia stata fornita alcuna considerazione per una promessa, i tribunali ritengono che sarebbe ingiusto rifiutare di far valere la promessa, si può fare affidamento sulla dottrina del promissory estoppel. Tre sono gli elementi chiave per ricorrere a tale dottrina:
  1. la promessa di una parte di non far valere i suoi diritti contro l’altra parte;
  2. l’intenzione che la controparte faccia affidamento su tale promessa; e
  3. l’affidamento effettivo da parte della controparte su tale promessa.
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